Considerando che la cosa più eclatante successa in questi giorni è stato un furto di MG.K vis in farmacia, forse dovrei cambiare quartiere.
O amici.
O pianeta.
O sistema solare, magari.
Io da quando l'altro giorno ci abbiamo avuto i ladri sull'uscio
facciamo una vita di cazzi
armati fino ai denti
con mazze e coltelli tanti
(ché tanti vuol dire grandi)
ma anche piccoli, tipo serramanici
e pure mo' che vorrei scrivere il post
mi sento l'istinto di fuggire
da questa casa che fa rumori
che manco fosse una casa di sasini
lo volevo fare bello bello e tuttoinrima
ma purtroppo mi caco di restare
mi sento dei spietati
che camminano sul tetto
dei rumenipolacchi cattivi
che mi arrubbano l'hard disk esterno
che dentro ci stanno TUTTI i serial dell'universo
pure quelli in marziano coi sottotitoli
e in quel caso poi mi tocca d'inseguirli
perchè certe cose non si possono perdonare
e poi lo so che inizia una faida familiare
ché loro mi uccidono il figlio e io poi
mi tocca di uccidere il loro e così via
e poi finisce che qualcuno se ne deve partire per l'america
quindi forse è il caso
che prima di scappare da questi rumori terrificanti
che viggiuro mai in vita mia ho scritto così veloce,
pare che ciò cinque mani anziché tre come sempre
(tre?!)
comunque dicevo
no niente devo fuggire, mi dispiace
ma prima nascondo l'hard disk
e spengo il ferro sennò brucia tutto
i refusi casomai li correggo dopo
aprile 22 2009non stavolta
Io una volta scrivevo.
Scrivevo sul blog, e voi piangevate o ridevate o mi prendevate in giro.
C'era chi mi dava della zoccola e chi invece mi inviava pvt scostumati chiedendomi di uscire, di fare sesso, di partecipare all'ennesima iniziativa oddiomuoreilpianetavienianchetuossennòèlafine; i miei post erano bei post, e figa mi ci sentivo per davvero.
Io una volta scrivevo.
Scrivevo sui muri, scrivevo coi pennarelli sui manifesti alla fermata del tram, incontenibile e talmente prolifica di idee e punti di vista e merdate di opinioni che dovevo scrivere, altrimenti mi schioppava l'anima, mi venivano le bolle, mi pizzicava la lingua e rompevo così i coglioni che diventavo insopportabile a chiunque.
Io una volta scrivevo.
E non è questione di brutto periodo: avevo preparato un post lungo un chilometro per raccontarvi di come in un giorno mi avessero diagnosticato la sclerosi multipla e dopo quattro ore invece me l'avessero, come si dice?, disdetta, no, non è la parola, ma insomma si capisce, quindi a quanto pare non è sclerosi, e cos'è?, boh, non si sa, nel farttempo io continuo a zoppiacare e a non vedere bene e ogni tanto non riesco a trovare le parole e dico emicromo invece di emocromo e quando va proprio male male azzurro invece di teiera ma no, non è questo, lo so, perchè per queste faccende io sono una tosta e mi preoccupa molto di più la sofferenza e il rancore impotente di chi mi è accanto quindi no, non è né il momento né lo stare male che mi preoccupa.
Io una volta scrivevo.
Scrivevo di me, perchè mi sembrava che fosse interessante, che ci fosse un nutrito pubblico, un pubblico da duecento accessi al giorno, che altro non aspettava di sapere cosa mi stesse succedendo e cosa potessi pensare sulle coppie di fatto e la pillola del giorno dopo; in fondo, ho sempre ritenuto di essere una persona interessante, perfino una tag ci ho messo, 'mirabolanti avventure'!, ché a guardarla adesso mi pare solo una cosa da sfigati.
Io una volta scrivevo.
Scrivevo perchè così mi sembrava di essere padrona di me stessa, mi sentivo eternamente giovane e ridevo di qualsiasi cosa, anche della più terribile, anche di quelle che avrebbero fatto scappare chiunque a gambe levate.
Io una volta scrivevo,
ma non so se voglio farlo mai più, perchè non ho più il coraggio di mettermi davanti a una tastiera e ritrovarmi davanti a un foglio bianco che mi vince, perchè adesso tutto mi vince, prima non avevo paura di niente e adesso penso solo al futuro e a quanto sarà triste e solitario e vuoto e senza amore perchè per la prima volta di amore sono io a non averne più, mi sento secca e arida e non riesco più a reagire a questa merda di destino avverso perchè cristo, non è giusto, non è possibile che una persona sola debba portare tutto questo peso, di media nella vita alla gente normale gliene capita mezza, tòh, una, tiè, esageriamo, due cose orribili e gravissime e terrificanti e apparentemente senza soluzione nel corso di UNA cazzo di vita; ci dev'essere qualche stronzo che si accanisce su di me, altrimenti non si spiega, forse è in corso un qualche minchia di esperimento su di me, perchè vi giuro che quando racconto qualcosa su di me la gente si caga sotto e scuote la testa dicendo che non è possibile, che questa è la stroria di quattro persone minimo e tutte sui novant'anni e per giunta vissute in tempo di guerra e NESSUNO si capacita di come possa ancora resistere e continuare a respirare e a mangiare e a cagare quando dovrei essere come minimo in un istituto psichiatrico com celle molto imbottite o in una vasca da bagno con l'acqua tinta di rosso e le vene a brandelli e non ancora qui, attaccata alla pelle del mondo con le unghie e con i denti, a programmare un viaggio in india con partenza ad agosto.
Io scrivevo,
emmò sono una qualunque che tiene la musica ad un livello accetabile per non disturbare i vicini, sempre sola anche quando è in coppia, sempre a casa.
Ma che epilogo di merda, 'rca troia.
AVVISO
Giovane donna amante animali cerca un bel micino da arrotar...ops!, ehm...da volergli tanto bene e metterlo nel frullator...ehm...ancora!, e metterlo in un bel cestino morbido e caldo.
Suddetta bestiola (il micino) deve essere necessariamente maschio e avere non più di quarantacinque - cinquanta giorni sennò poi nel frullatore non c'entr...ups!, sennò poi magari non si abitua alle regole di casa e lo devo arrostir...uellà!, e lo devo mandare a scuola di educazione che è scomodo e dispendioso.
Suddetto micino (la bestiola) lo voglio piccolo con i piedini piccoli che li puoi strizzare FORTE FORTE FORTE fino a completa soddisfazione e se il miciuino è troppo grande tiene anche le unghie grandi e ti fa gli origami di sangue in faccia e poi mi tocca spezzargli la spinuccia dorsale nella porta blindat....ahahahah non è vero ma che burlona inguaribile!, comunque: questo è un annuncio urgente in qunto il micino è per me in questo momento ESTREMAMENTE IMPORTANTE ED ESSENZIALE; di conseguenza, chi avesse notizie dell'esistenza di una bestiola con le suddette caratteristiche, se Essa bestiola si trova a Roma e dintorni (anche provincia) me lo faccia sapere che io arriverò e la porterò da me dove la amerò veramente MOLTISSIMO e giuro che non la faccio male mai mai mai.
Tale micino, ovviamente, dev'essere in regalo; sono disposta a pagare eventuali vaccini e spese mediche, ma non mi rifilate un animale scadente perchè M'INCAZZO e poi ve lo faccio ritrovare morto sull'uscio che per sbaglio magari uscendo di casa la mattina insonnoliti lo pestate e fate pure una bella sgommata di sangue per tutto il condominio e non è una bella cosa quindi a buon intenditor poche parole.
Grazie
Io già le Festività mi ammorbano e mi stressano e mi deprimino (deprimino rende meglio) come ogni ciclotimica che si rispetti senonché pure che ci sono le Festività prima o poi il frigo ti si svuota e ci rimangono solo un mezzo limone muffito e un pedalino impiccicato da una cingomma (ché dice che se lo metti in frigo poi essa si stacca e viene via da sola, rimedi da nonna per donne moderne ma insomma questi stronzate non funzionano mai sennò che cazzarola lo facevano a fare il vanish a cinque euri la buatta olimortacciloro) e ti devi recare al supermercato alla forza ed è inutile che fai quella faccia lì tanto ci devi andare ed è inutile che ti ci incazzi quindi via, partenza.
Ora.
Vabbene le Festività di merda.
Vabbene il freddo di dio infame.
Ma io dico questi vecchi maledetti che invece di starsene alla casa attaccati a una bombola a ossigeno che li tiene in vita se ne vanno in giro in macchina ché mo' con la cessione del quinto pure della pensione possono chiedere i prestiti e accattarsi le Punto e in più adesso campano fino a cento anni colla medicina moderna ché coi soldi del prestito oltre alla Lancia Y cheffa tanto ggiovine si possono pure pagare gli interventi nelle cliniche private ennò come prima che morivano sotto i ferri per malasanità e adesso belli pimpanti grazie alla levodopa se ne escono e vanno ad accattare i regali per i nipoti che tanto li schifano uguale e non vedono l'ora che schioppano così si pigliano l'eredità e intanto questi vagano come zombi decerebrati e gironzolano coi deambulatori e i cateteri (giuro!, ne ho visto uno ché la moglie gli aveva fatto una bella copertina ricamata per la sacca da colostomia, sia mai si pigliava freddo) nei centri commerciali e cianno pure il cappello ché è una disgrazia peggio di un figlio prete ché quando cianno il cappello guidano di merda e non si sanno immettere nella corsia principale perchè si scantano di morire di incidente e insomma!, ma quanto vuoi campare?!?, che paiono delle mummie rinsecchite anche un poco male in arnese e veramente vorrei che fossimo ancora nel medioevo quando l'età media era di quarant'anni e no come mo' che sembrano eterni e li dovrebbero fare fuori così si sparagnano le pensioni e ci sono i posti di lavoro e si potrebbe fare una legge approfittando che c'è sindaco Alemanno che a una certa si piglia e si fanno fuori così non devono manco vivere con la paura della morte e almeno io quando il frigo mi si svacanta posso andare a fare la spesa senza averne un duecento fra i coglioni.
Cero che a me come mi pervade lo spirito delle Festività, eh, non ne rimane più per nessuno
(almeno però non ho detto porcoggesù)
dicembre 17 2008non stavolta
Io dopo che sono tornata un amico mi ha fatto un discorso su argomenti che io non capivo e che in fondo, considerando che probabilmente ha ragione, mi sento in dovere di spiegare.
Probabilmente dagli ultimi post ho dato l'impressione di essere una fricchettona frivola, senza religione e senza considerazione per nessuno, un po' sbruffona e magari anche un po' snob.
Ebbene, è così.
No, scherzo.
La realtà vera è un'altra.
Quando ad ottobre sono partita, stavo veramente combinata malissimo.
Depressa, sola, triste, senza alcuna prospettiva per il futuro se non quella di fare un viaggio che in un certo senso vivevo come un'ultima possibilità se non di riscatto quantomeno di felicità.
Ovviamente, all'inizio tutto è andato malissimo.
Dieci ore di 4x4 al giorno con a fianco una manica di stronzi antipatici che mi spaccavano i coglioni e con cui non avevo niente in comune, un dolore sordo e continuo al posto dello stomaco, dei lemuri e dei baobab non me ne fotteva proprio niente e avevo sempre freddo e nemmeno il sole dell'africa riusciva a scaldarmi.Poi, per fortuna, mi sono ammalata.
Tutti intorno a me e in italia erano preoccupatissimi, volevano che prendessi il primo aereo e rientrassi di corsa, ah!, forse è meningite, forse è tifo, forse non si sa che cazzo è ma qualcosa di grave di sicuro, e tutti si agitavano e telefonavano e a me continuava a non fottermene niente, manco di rimanere cieca sorda e/o sciancata, niente di niente.
Mi hanno messo sul primo aereo e mi hanno spedito in ospidale, a Tanà.
Dopo due giorni di terapia intensiva (forse è meningite, forse è tifo, forse non si sa che cazzo è) e un prelievo fatto con un ago enorme infizzato in vena e il sangue lasciato sgocciolare in una provettona di quelle che si vedono nei cartoons giapponesi quando qualche chimico fa qualche esperimento strano, decidono che insomma cos'ho non si sa, ma non è mortale, e quindi mi dimettono.Appena uscita, il primo pensiero è stato che ero lì, sola, senza niente a cui pensare se non il dovermi trovare un posto per dormire e che in fondo sarei potuta scappare via e far perdere le mie tracce e cambiare nome e magari imbarcarmi clandestinamente su un cargo e arrivare in brasile non fosse che stavo ancora male e mi cagavo addosso ogni due secondi e tenevo i serpenti nella pancia altrimenti forse forse l'avrei fatto pure, tanto stavo di merda.
Senonché.
Senonché il destino ha voluto che entrassi in un albergo in particolare.
In questo albergo in particolare c'era un signore che, dopo due giorni, mi ha invitato a stare da lui, che mi ha dato una stanza, una doccia calda e un posto che potevo chiamare casa e perfino il suo riflessologo con l'occhio stuorto senza chiedere niente in cambio, niente, e già questo mi è sembrato un mezzo miracolo di quelli che in questo secolo buio di lupi e cannibali te li devi tenere stretti e riconoscere l'importanza che hanno perchè sono così rari che fanno anche un po' piangere, a pensarci bene;
in questa casa ci abitava anche un tizio, un tipo strano, che più o meno mi ha messo davanti tutte le mie debolezze e i miei difetti e che per questo mi è stato anche un po' sul cazzo ma che mi ha fatto decidere (finalmente!, 'rca madò) cosa voglio (ma soprattutto cosa NON voglio) nella e dalla vita, che tipo di persona voglio essere e mi ha dato un esempio pratico di quanta pazienza e determinazione ci vogliano per arrivare fino in fondo. Mi sono resa conto di quanto ancora sia giovane e stupida, frivola e troppo chiacchierona, a volte insopportabile e prevaricatrice ma anche buona, generosa, disponibile, allegra e pronta, infine, ad ascoltare in silenzio, per lo meno ogni tanto.
Tornare è stata dura, durissima, ma c'era qualcuno, qualcuno a cui sono legata con un doppio giro di corda d'argento, qualcuno che per me ha sacrificato tempo e denaro e ambizioni e che per me ha fatto fatica e mi ha viziato e mi è stato accanto in momenti in cui tutti gli altri sarebbero scappati.
Non so quanto c'entri adesso con il mio futuro, sebbene abbia ben chiaro che non proprio tutto dipende da me, e so che sembra banale dirlo ma mi sono finalmente accorta che la vita è una cazzo di cosa meravigliosa pure che è faticosa, ingrata, difficile e ostica e dura e a volte così una merda che sembra ti possa investire e schiacciare come uno tsunami di ferraglia e tu devi farti olio per riuscire a passare negli interstizi che ti lascia e affrontare tutto quello che arriva ché non c'è cazzi, prima o poi tutti gli schifo di nodi vengono al pettine e scappare, foss'anche in madagascar, è inutile e vano e anche un po' stupido.
E' stato un periodo un po' confuso, quasi sfumato, dove il quotidiano erano gli scarafaggi e l'invasione di formiche e la pancia gonfia come un pallone e gli otto (OTTO!, PORCHISSIMO IDDIO) chili in più che quando mi hanno visto nessuno ci poteva credere perchè lo sanno tutti che sono una cavolo di anoressica irriducibile e meno male che il dottore ha detto che è solo un versamento di liquidi dovuto probabilmente al tifo o a una grave salmonellosi o qualche schifezza sui generis (ché qui in italia magari a fatica ma cos'hai te lo dicono, prima o poi, e ora sono tre mattine che cago in un vasetto poi religiosamente consegnato allo Spallanzani, laboratorio di medicina tropicale, dove posso confondermi coi fattoni che si fanno d'interferone) perchè vabbene tutto, posso smettere di mangiarmi le unghie anche se limarle è una tortura indicibile che chi l'ha inventata deve schioppare gonfio e perfino pensare di smettere di bere e di fumare ma madonna roja grassa no, quello no, non riesco nemmeno a pensarlo, figuriamoci ad esserlo!!!
Comunque, questa è la storia, quasi per filo e per segno, è così che è andata, è per questo che d'improvviso ho iniziato a fare post sgarzolini e incomprensibili, forse per il sollievo di riuscire a provare ancora emozioni e magari di ricominciare a piangere un po', perchè è davvero troppo tempo che non lo faccio più.
Adesso, vado.
Non so bene se avanti o indietro, e forse va bene comunque, ho ancora dei cerchi da chiudere e spero di poterlo fare con il tempo e con la calma, ma, soprattutto, con il cuore, proprio come adesso.